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15 Febbraio 2010

Si rafforza il comparto del biologico nel gruppo Collis: 650mila euro di fatturato complessivo nel 2009

Si rafforza il comparto del biologico nel gruppo Collis: 650mila euro di fatturato complessivo nel 2009 per Cantina di Colognola e Cantina dei Colli Berici, le due coop fondatrici del consorzio di secondo grado.

 

 

Monteforte d'Alpone - Verona. Cresce l'interesse per la produzione biologica all'interno di Collis, il cui fatturato nel 2009 ha raggiunto i 650mila euro per la produzione certificata bio. Prodotti apprezzati soprattutto nel mercato tedesco, attualmente il principale paese importatore per questa gamma di prodotti.

 

Cantina di Colognola ha iniziato la vinificazione biologica nel 1995 e oggi conta 11 produttori per un totale di 574.114 metri quadri di superficie coltivata, da cui si producono valpolicella, cabernet sauvignon, teroldego, merlot, rosso igt, soave e bianco igt, per un totale di 8630 quintali di uve.

Colli Berici ha invece intrapreso la coltura biologica già nel 1989: prima destinata alla produzione di succhi, l'uva ha effettuato la prima vinificazione biologica con la vendemmia 1999. Oggi Colli Berici conta 13 aziende biologiche certificate, che conferiscono circa 6890 quintali di garganega, chardonnay, pinot grigio, prosecco, trebbiano toscano, merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, su un terreno complessivo di 430.458 metri quadri.

 

Anche l'azienda partecipata Cielo e Terra, di Montorso Vicentino, ha creato una gamma dedicata al biologico: sotto l'etichetta Bio Bio Bio, si confezionano circa 100mila bottiglie di merlot igt Veneto e di garganega chardonnay igt Veneto. Una produzione nata 10 anni fa e che è di grande interesse nei mercati di Germania e Giappone.

 

Acquisita nel 2008 dalla famiglia Sartori, partecipata del gruppo Collis, la cantina Mont'Albano è da sempre produttrice di vini biologici, e propone sul mercato pinot grigio, pinot bianco, sauvignon, soave, valpolicella, refosco, merlot, montepulciano, cabernet, venduti non solo in Italia, ma in diversi paesi comunitari e negli Stati Uniti.

 

Ente certificatore per tutti i prodotti biologici del gruppo Collis, comprese le partecipate, è CCPB - Consorzio per il controllo dei prodotti biologici.

 

«Sostenere questa tecnica produttiva non è una pura scelta commerciale del nostro gruppo - spiega Giancarlo Lechthaler, direttore generale Collis - perché ad oggi i margini di guadagno nel vino biologico non sono più alti rispetto alla produzione convenzionale. Non è nemmeno una questione "qualitativa" del prodotto, perché se analizziamo i parametri relativi ai residui di pesticidi, notiamo spesso che anche nei vini convenzionali i quantitativi sono inferiori ai limiti o non rilevabili dagli strumenti analitici, poiché il dilavamento delle piogge e la fermentazione alcolica comportano la scomparsa delle tracce di antiparassitari. L'interesse per il biologico è piuttosto per Collis un'opzione a favore dell'ambiente: l'abolizione di concimi chimici e diserbanti nel terreno, l'impiego di agenti biologici contro i parassiti e dei sali di zolfo e rame per le malattie fungine riducono di molto l'impatto ambientale della viticoltura, un tema su cui è necessario oggi prestare maggiore attenzione».

 

 

Per informazioni:

 

Ufficio stampa Collis - Veneto Wine Group

Fabiana Bussola

Email: ufficiostampa@collisgroup.it